A questo punto si rende necessario introdurre
qualche piccolo cenno su quelle che sono le attività ex situ del
vivaio. La struttura che collabora con noi dispone di locali concepiti
per le operazioni di semina, ripicchettatura e rinvaso, di tunnel e
serre per la coltivazione, condizionate in umidità e temperatura.
Esternamente sono a nostra disposizione grandi superfici che saranno
destinate alla messa a dimora, in tavole diversificate nella tipologia
di substrato, di drenaggio e di esposizione, delle specie destinate
alla rigenerazione e provenienti da fonti diverse. In particolare il
materiale vivaistico perverrà dalla banca dei semi ma, in buona parte,
anche da raccolte effettuate direttamente in situ e da eventuali altri
Enti in collaborazione con il CBV.
Il
vivaio sarà coinvolto per la realizzazione dei campi di ricerca per la
caratterizzazione e la valutazione delle specie studiate nella banca,
con l’incarico di realizzare dei campi di moltiplicazione per quei taxa
di interesse particolare per l’ingegneria naturalistica e per la
creazione di campi catalogo destinati al pubblico di visitatori e di
appassionati. Quanto detto per la banca del germoplasma, in termini di
rigore e di organizzazione ottimale di tempi, spazi, metodi e
procedure, vale naturalmente anche per la gestione vivaistica. La
raccolta di dati, effettuata con l’ausilio di schede specifiche,
risulta prioritaria e comporta, anche in questo settore, la concezione
di un software capace di estrapolare e filtrare le informazioni
fornendo un quadro completo dello stato di avanzamento dei lavori.
Le
osservazioni in campo devono infatti essere condotte con regolarità e
contribuire all’ottenimento di protocolli di rigenerazione e di
coltivazione delle specie indagate. I successi e gli insuccessi
ottenuti saranno infatti oggetto delle pianificazioni future e dei
cronoprogrammi stagionali da concepire in funzione delle risorse
finanziarie, umane e logistiche a disposizione.